25Set

Come scegliere la migliore ebike?

Chi si avvicina per la prima volta alle biciclette elettriche per acquistarne una e chiede consiglio su qualche gruppo Facebook, viene inondato da una tale quantità di suggerimenti da lasciare meravigliati e confusi più di prima!
Per porre rimedio a questa confusione, oggi cerchiamo di spiegarvi, molto semplicemente, come scegliere la miglior ebike per voi, a seconda dell’uso che ne volete fare. Continua a leggere “Motore centrale o nel mozzo? Ecco come sceglierla”

25Set

Cos’è il Bike to School?

Organizzare un Bike to School è semplicissimo: ci si organizza in gruppi, a seconda del quartiere dove si abita, per andare in bici a scuola tutti insieme pedalando in sicurezza.

Come faccio a organizzarlo nella mia scuola?

1. Individua un percorso base: una via o una serie di vie vicine, prediligendo le strade a bassa intensità di traffico o l’attraversamento di zone chiuse alle auto.
2. Individua un gruppo di famiglie o compagni che possono aggregarsi al percorso: per partire ne bastano 5/10 (meglio non di meno).
3. Diffondi via mail e/o fai volantinaggio a scuola.
4. Contattaci per segnalare il tuo percorso e la tua scuola Continua a leggere “Bike to school, ecco come attivarlo nella mia scuola”

23Set

Una corretta pressione dei pneumatici è essenziale per una pedalata più fluida che vi permetta di ottimizzare le energie, ridurre gli urti e limitare anche il rischio di forature. Non solo, la pompa è essenziale anche per la riparazione di riparazione dopo una foratura.

Prima di scegliere la pompa per bici è essenziale, verificare la compatibilità con la valvola del pneumatico.
Generalmente si utilizzano due tipi di valvole: la valvola Presta e la valvola Schrader.

Continua a leggere “POMPE PER BICI: TIPOLOGIE E GUIDA ALLA SCELTA”

29Mar

Le biciclette elettriche sono resistenti all’acqua, perciò è possibile lavarle la vostra ebike come si lava una bici normale:

è però importante mantenerla pulita, in modo da prolungarne la vita e garantire che rimanga in ottime condizioni.

Si consiglia di pulirla subito dopo ogni giro, o il più spesso possibile dove il tempo lo permette, piuttosto che lasciare che lo sporco s’incrosti.

Prima di iniziare è bene smontare la batteria (se è integrata non effettuare questa operazione) e il display, oppure coprirli con un panno o una pellicola.
Per prima cosa è meglio rimuovere il grosso dello sporco con un getto d’acqua (mai utilizzare un’idropulitrice ad alta pressione)
Pulire poi lo sporco rimanente con una spazzola morbida e con l’aiuto di un pulitore per bici (specifico per biciclette, non usare prodotti automobilistici o motociclistici)
Terminata la rimozione dello sporco, pulire e risciacquare la bici per rimuovere il tutto (anche in questo passaggio non bisogna mai utilizzare un’idropulitrice ad alta pressione)
Una volta che la bici è pulita, è bene capovolgerla per alcuni momenti in modo da rimuovere le gocce d’acqua.
Infine asciugarla.

La pulizia è essenziale. Questo vale dopo alcune uscite specialmente in autunno e in inverno. Non facciamoci trovare impreparati.

26Mar

Vi siete mai chiesti come dimagrire con la bici elettrica e soprattutto se è davvero possibile farlo?

Ve lo sveliamo subito: l’e-bike è davvero un’ottima alleata per riuscire a perdere peso senza compiere eccessive fatiche.

Questo perché a differenza della bici tradizionale e grazie all’ausilio di un motore e della batteria,

è possibile esplorare qualsiasi tipo di percorso senza sudare troppo, affannarsi e soprattutto arrivare accaldati all’arrivo.

E questo significa sì perdere peso ma senza troppo sforzo.

Ebbene, ma come dimagrire con la bici elettrica?

Esistono delle regole non scritte da seguire? Certo che sì e ne abbiamo raccolte giusto alcune. Continua a leggere “Come dimagrire con la bici elettrica senza troppi sforzi”

18Dic

VENTO è una pista ciclabile pensata allo scopo di collegare Venezia a Torino, passando per la valle tracciata dal Po, in un percorso di 679 chilometri complessivi.

Si tratta di un progetto volto a incentivare la mobilità ecologica, producendo un corridoio verde articolato e tutelato dalle amministrazioni di ben quattro Regioni.
La pista ciclabile, infatti, si snoderebbe tra le città d’arte di Venezia, Ferrara, Mantova, passando per Torino e Milano, come per i centri più piccoli, che ne beneficerebbero in quanto a valorizzazione delle realtà naturalistiche, rurali, e dei piccoli centri di enogastronomia e artigianato.

Dai canali di Venezia ai navigli di Milano, passando per il paesaggio della Pianura padana, il percorso si articolerebbe – per ben 264 chilometri – attraverso aree naturali protette, ponendosi come un’occasione unica per assaporare il territorio del Nord Italia.
Si tratta di un’iniziativa di cui, ad oggi, si stanno occupando ben 288 associazioni, enti e istituzioni e più di 4.700 cittadini e che, come spiegato dal Politecnico di Milano che l’ha progettata, necessiterebbe di “una spesa molto bassa (80 milioni di euro), pari a circa 118 euro al metro”.

Così, continua la descrizione del progetto del PoliMi “si realizzerebbe la più lunga pista ciclabile italiana e una delle più lunghe ciclabili d’Europa. Un impegno che, se suddiviso tra Stato, 4 regioni e 12 province diverrebbe davvero leggero, leggero come una brezza”.
Portando, peraltro, nuovi posti di lavoro su suolo italiano. Come spiegato dai progettisti, infatti, “il cicloturismo alimenta economie locali diffuse e genera occupazione in località altrimenti escluse dal turismo tradizionale. I 679 km di VENTO possono raggiungere, a infrastruttura realizzata, fino a mezzo milione di passaggi/anno. Con un indotto di 100 milioni di €/anno,VENTO creerà fino a 2.000 nuovi posti di lavoro”.

26Mar

Sapevate che le fat bike sono nate per l’esplorazione negli anni ottanta? Ecco un po’ di storia sulle “grasse”…

La voglia di scoperta insita nella natura umana ha spinto l’uomo a effettuare traversate, viaggi e avventure epiche, prima a piedi, con sci e slitte, poi con biciclette e con altri mille mezzi diversi. A parte i primissimi esperimenti, che risalgono agli anni Trenta (e forse ancora prima), con biciclette “da circo” modificate per ospitare gomme di automobili, indubbiamente pesanti e poco pedalabili, possiamo affermare con certezza che le prime vere fat bike nacquero per necessità: le bici normali non bastavano più, bisognava creare qualcosa per galleggiare sui terreni cedevoli, per dare la possibilità ai biker di accedere a luoghi mai pedalati prima.

Continua a leggere “Le fat bike sono tra noi. Cosa sono, quando sono nate?”